EPICHE CONCLUSIONI PARTE 2

La storia della boxe è ricca di colpi di scena, di combattimenti che vedono I'atleta dato nettamente favorito dai pronostici soccombere clamorosamente per mano di un pugile ritenuto inferiore e artefice a sorpresa del decisivo colpo del knockout.

Continuiamo con brevi dettagli su alcuni combattimenti divenuti celebri per le modalità con cui si sono conclusi.

 

Johansson - Patterson (1959)

La Svezia ha dato i natali a pochi campioni del mondo, e i giornalisti statunitensi che si recano ad intervistare il peso massimo Ingemar Johansson, in procinto di sfidare il campione mondiale Floyd Patterson, pensando di averne scoperto i motivi. Il pugile nordeuropeo frequenta infatti pochissimo la palestra e trascura gli allenamenti, preferendo oziare ai bordi di una piscina in compagnia della fidanzata. Così, tutti restano stupiti quando, alla terza ripresa del match allestito per il 26 giugno del 1059, Patterson, colpito al mento da un destro micidiale, finisce al tappeto. Il detentore, dato per grande favorito, si rimette in piedi, ma, confuso e in chiara difficoltà subisce nel corso della stessa ripresa altri sette atterramenti, costringendo l'arbitro a fermare l'incontro.

 

Ali - Foreman (1974)

ottobre del 1974, Muhammad Ali sale su un ring di Kinshasa, nello Zaire, per affrontare George Foreman, campione mondiale dei pesi massimi. Molti pensano che la sorte dello sfidante sia già segnata, e in effetti nei primi sette round il detentore tempesta di colpi Ali, che si limita a indietreggiare senza accettare scambi impegnativi. Poi, all'ottava ripresa, quando Foreman appare ormai stanco, Ali prende all'improvviso l'iniziativa e fa vacillare l'avversario, mettendolo poi incredibilmente knockout.

 

Weaver - Tate (1980)

Dopo il ritiro di Ali, il titolo WBA dei massimi va a John Tate, che pesa quasi centodieci chilogrammi. Il suo primo match di difesa è con Mike Weaver, molto più leggero del campione in carica. John Tate domina il match e quando inizia l'ultimo round sembra destinato a conservare la corona. Pertanto, lo sfidante può vincere l'incontro solo grazie a un pugno risolutore. Fra lo stupore generale, proprio nel corso dell' ultimo minuto del combattimento, Weaver mette pero a segno un gancio sinistro di devastante potenza e Tate cade riverso sul tappeto, rimanendovi oltre i dieci secondi regolamentari.

 

WHolyfield - Tayson (1997)

Chi ha assistito alla terza ripresa del match fra Evander Holyfield e Mike Tyson del 28 giugno del 1997 non la dimenticherà mai. L'anno prima, Holyfield ha inflitto a Tyson la seconda sconfitta della sua carriera, ma l'aura di invincibilità di <<Iron Mike>> è tale che viene comunque dato per favorito. Nel secondo round, Tyson, infuriato con il rivale, perde il controllo e gli strappa con un morso un brandello di orecchio. Poi, come se non bastasse, lo spintona brutalmente. L'arbitro Mills Lane si limita però ad ammonire ufficialmente lo sfidante. Quando riprende l'incontro, Tyson addenta anche l'atro orecchio di Hoyfield, senza che Lane intervenga. Solo i fischi e le urla di disapprovazione del pubblico convincono infine l'arbitro a squalificare un Tyson fuori di sè.

 

 

 

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