GLI EROI DEGLI ANNI 30

II terzo decennio del XX secolo vede affacciarsi alla ribalta del mondo della boxe nuovi atleti dal fulgido futuro. Fra i tanti si distinguono Henry Armstrong e Joe Louis, le cui gesta sui ring sono destinate a entrare nella storia del pugilato.

Il pugilato ha sempre comportato dei movimenti di denaro, sia in termini di premi ai vincitori sia come spunto per scommesse.
I match tra professionisti divennero, inoltre, un'attrazione tipica delle fiere di paese e molti atleti accettavano di incrociare i pugni con abitanti locali.

 


Joe Louis, protagonista degli unici due match degli anni 30
capaci d'incassare oltre un milione di dollari.

 

Una serata memorabile

AI riguardo, va ricordato il celebre "Carnevale dei Campioni", una grande riunione di boxe allestita da Jacobs a New York che, nella serata del 23 settembre del 1937, prevede ben quattro match con in palio rispettivamente i titoli mondiali dei pesi medi, dei welter, dei leggeri e dei gallo. Nel primo incontro, Fred Apostoli sconfigge alla decima ripresa il campione IBU dei medi Marcel Thil. Nella categoria dei welter, il detentore Barney Ross respinge l'assalto di Ceferino Garcia, mentre in quella dei leggeri Lou Ambers conserva la sua corona a spese di Pedro Montanez. Infine, Harry Jeffra scalza Sixto Escobar dal trono dei gallo. L'evento frutta oltre duecentotrentaduemila dollari, un incasso al tempo insolito per un meeting in cui non si esibiscono pesi massimi, di norma gli unici capaci di raccogliere migliaia di spettatori.

 

Panama Al Brown

I giornalisti sportivi del terzo decennio del XX secolo non fanno pero discriminazioni e dedicano ampi spazi a tutte le categorie della noble art. Uno dei loro atleti preferiti è Panama Al Brown, un peso gallo di altissima statura e dotato di un incredibile allungo che detiene il titolo dal 1929 al 1935. Brown, primo pugile panamense a fregiarsi di una corona mondiale, sostiene quindici incontri di difesa, perdendone soltanto uno. AII'epoca ci so no comunque anche altri Paesi che celebrano i loro primi campioni iridati. È il caso di Portorico, rappre­sentato dal già citato Sixto Escobar, di Cuba, che vanta il famoso Kid Chocolate, star dei superpiuma e dei piuma, e del Canada, per cui combatte il welter Lou Brouillard.

 

Triplice campione

Tutti parlano poi del mitico Henry Armstrong, capace di raggiungere il vertice delle classifiche in ben tre categorie, ossia quelle dei welter, dei leggeri e dei piuma. Nell'ambito di quest' ultima, spiccano le doti dello scozzese Benny Lynch, dominatore indiscusso dei piuma dal 1935 al 1937. Gli anni Trenta sono inoltre caratterizzati dalla presenza di massimi leggeri del calibro di John Henry Lewis e di Billy Conn. Entrambi affrontano Joe Louis per la corona dei massimi, e Conn arriva quasi al punto di vincere il match, prima di essere messo knockout al tredicesimo round.

 

L' avvento di Joe Louis

Concludiamo questa parata di stelle del ring con Joe Louis, considerato da buona parte della critica specializzata come uno dei più grandi pesi massimi d'ogni tempo. Prima di lui, il titolo in questione è appannaggio del tedesco Max Schmeling, che lo conquista grazie alla squalifica di Jack Sharkey. Lo stesso avversario glielo strappa grazie a un verdetto non unanime, per poi cederlo al nostro Primo Carnera. L'italiano viene battuto da Max Baer, a sua volta superato da James J. Braddock. II susseguirsi di nomi ha termine nel 1937, con l'avvento di Joe Louis, detto "II Bombardiere Nero" per la potenza dei suoi pugni. Dopo aver vinto il titolo, l'anno successivo Joe atterra Max Schmeling nel corso della prima ripresa. La loro sfida, organizzata alla vigilia della seconda guerra mondiale, si carica di forti valenze politiche e richiama a New York più di settantamila spettatori, i quali assistono entusiasti all'umiliazione sportiva inflitta alla Germania di Hitler.

 

 

 

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