LUTTI SUL QUADRATO
Parte 1

Uno sport basato sullo scontro fisico come il pugilato è inevitabilmente costellato di gravi pericoli e, seppure i regolamenti odierni tendano a scongiurare episodi dall'esito tragico, è impossibile prevedere tutti i rischi che un match comporta.

Da sempre il pugilato ha preteso un drammatico tributo. So no molti infatti gli atleti che hanno perso la vita durante un match o in seguito ai traumi riportati in un incontro. Ecco le cronache di alcune celebri sfide sfociate poi in tragedia.

 

 

Burke e Byrne (1933)

Nel 1830, Simon Byrne, campione d'Irlanda dei pesi massimi, affronta il connazionale Alexander McKay in una sfida dai toni durissimi. Lo sfidante viene infatti martellato di colpi e muore per le ferite riportate nel combattimento. Byrne viene allora accusato di omicidio preterintenzionale, ma e poi assolto. Tre anni dopo, affronta quindi James Burke. Anche questo match e caratterizzato da scontri molto violenti. Fra l'altro, Burke va al tappeto nel corso del diciannovesimo round e si riprende con estrema fatica. Per riportarlo alla piena lucidità e addirittura necessario fargli inalare dei vapori di brandy L'incontro comunque prosegue e, dopo tre ore di scontri e novantotto riprese, entrambi i pugili sono malconci e denunciano stanchezza. Probabilmente Byrne e quasi svenuto quando viene trasportato di peso sul ring dai suoi secondi e non deve stupire che crolli a terra appena viene lasciato a se stesso. Trasportato in ospedale, entra in coma, spirando tre giorni dopo. Questa volta e il suo rivale a subire un processo per omicidio, ma viene anche lui prosciolto. Amareggiato, abbandona l'Irlanda per andare a vivere definitivamente in America.

 

Pelkey e McCarty (1913)

Quando, nel 1908, Jack Johnson diventa il primo pugile di colore capace di conquistare il titolo dei pesi massimi, poi mantenuto fino al 1915, le autorità sportive statunitensi iniziano freneticamente a cercare un atleta di pelle chiara che possieda le qualità per batterlo. Fra i candidati più quotati c'e anche un gigantesco ragazzo di vent'anni di nome Luther McCarty. Nel maggio del 1913, a Calgary, in Canada, quest'ultimo affronta Arthur Pelkey in una sorta di eliminatoria che deve stabilire chi sarà lo sfidante ufficiale di Johnson. II match, organizzato da Tommy Burns, e brevissimo perChl3, alla prima ripresa, McCarty crolla a terra dopo aver subito un colpo alla tempia e muore. In seguito si viene a sapere che il giovane, poco prima dell'incontro, aveva subito un trauma al collo causato da una caduta da cavallo. I medici attribuiscono quindi a questa lesione e al pugno subito i motivi del suo decesso.

 

Chavez e Johnson (2005)

II 17 settembre del 2005, nella cornice dell'hotel MGM Grand di Las Vegas, Leavander Johnson difende il titolo mondiale dei pesi leggeri IBF contro il messicano Jesus Chavez, soprannominato "II Matador". L'attesa per l'evento e enorme e al detentore e stata garantita una borsa di oltre 150.000 dollari, forse la più ricca della sua carriera. Peraltro, al decimo round il campione e nettamente in svantaggio ai punti e sembra sfinito. Nel successivo, il combattimento viene poi fermato perche Johnson ha dovuto incassare una lunga serie di colpi. II pugile ritorna al suo camerino inebetito, trascinando a fatica una gamba. Passano quindi pochi minuti e crolla a terra svenuto. Gli esami subito compiuti al pronto soccorso stabiliscono che gli si e formato un coagulo di sangue nel cervello e, nonostante le cure,
sei giorni più tardi l'atleta spira senza avere ripreso conoscenza.

 

 

 

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