LA GRANDE STORIA DELLA BOXE

Il pugilato (o boxe, dal termine inglese boxing) è un'arte, uno stile di autodifesa e uno sport da combattimento regolato da norme, tra due atleti che si colpiscono a pugni chiusi. Conosciuto anche come la "nobile arte", in cui escono le caratteristiche migliori dell'uomo: CARATTERE, CERVELLO, FORZA.

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Dall'antichità al XVIII secolo

Il pugilato presso i greci. Affresco sull'isola di Santorini.
Il pugilato presso i greci. Affresco sull'isola di Santorini.

Il pugilato è uno degli sport più antichi che si conoscano. Nei graffiti preistorici risalenti al III millennio prima di Cristo e conservati presso il British museum of London è possibile riconoscere le figure di persone che combattono con i pugni chiusi. Le prime sfide competitive nella storia umana sono testimoniate dagli inni e leggende delle Civiltà della Mesopotania e dell' Antico Egitto. L' sumera, l'inno di Shulgi o i racconti di Gilgamesh, sono pieni di riferimenti su incontri di pugili e di lottatori che si affrontavano con audacia in combattimenti selvaggi e brutali.

In Egitto, gli incontri di lotta erano particolarmente apprezzati anche dai faraoni e le tecniche, sempre in evoluzione, sono ben rappresentate in molti dipinti murali tra cui le 400 immagini di combattimenti corpo a corpo dei muri del tempio di Ben Hasan risalenti al 2000 a.C.

Non sappiamo bene quando questo modo di combattere divenne una disciplina sportiva vera e propria, con tanto di atleti e apparato organizzativo. Le prime testimonianze letterarie che ci descrivono questo sport sono contenute nel 23° canto dell'Iliade di Omero. L'antico scrittore ci narra degli incontri che Achille usava organizzare accanto alle mura di Troia in occasione della cerimonia funebre di Patroclo.

I greci consideravano la lotta con i pugni una disciplina completa ed ideale, con la quale un uomo poteva sviluppare una mente vigile e reattiva in corpo sano e robusto. Nella tradizione mitologica greca sono Teseo ed Ercole i due personaggi che maggiormente ricorrevano all'uso dei pugni per combattere i propri nemici.

Nel 688 a.c. i greci lo introdussero come nuova disciplina nella XIII Olimpiade antica, secondo in ordine di tempo alla lotta libera inserita nelle olimpiadi nel 708 a.c., la prima medaglia è stata vinta da Onomasto di Smirne. La popolarità di questo sport aveva ormai raggiunto un altissimo livello. Gli incontri olimpici del pugilato finiranno in Grecia solo nel 393, quando l'imperatore Teodosio I vietò l'organizzazione di nuove olimpiadi.

Gli atleti greci cominciarono a proteggersi le mani con dei guantini chiamati HIMANTES che vedranno una loro evoluzione nel corso degli anni. Inizialmente erano formati da semplici strisce di cuoio (lunghezza all'incirca di 4 metri) arrotolate attorno ai polsi e alle nocche delle dita, si cercava di evitare danni eccessivi al volto e alle dita dei contendenti. Più avanti le strisce di cuoio vennero sostituite da vimini per fare cesti, con borchie di ferro, oppure da cuoio trattato apposta per essere tagliente.

La posizione di guardia del pugilato antico era eretta, col busto esageratamente in avanti ma con la testa all'indietro, il braccio sinistro avanti in alto a proteggere la testa ed il braccio destro in basso a proteggere il fegato, questa posizione era obbligatoria. I criteri per l'assegnazione di una vittoria erano differenti da quelli utilizzati oggi, basti solo pensare che non esistevano categorie di peso, quindi i combattimenti erano riservati a taglie alquanto elevate e soprattutto i risultati si rivelavano spesso tragici visti i molti casi di decessi e lesioni gravi. Gli incontri non avevano un termine, proseguivano fino a che uno dei due sfidanti non si arrendeva. Molto spesso capitava che un pugile infierisse senza pietà nei confronti dell'altro nonostante questo fosse caduto a terra. L'atleta greco non gareggiava per un team, ma era solo con sé stesso per raggiungere il massimo, la superiorità o come si diceva in antichità ARETE, cioè eccellere. Questo concetto è ben lontano da quello moderno "l'importante è partecipare" perché per il greco solo il vincitore meritava adulazione ed il premio, gli sconfitti provavano vergogna e venivano umiliati, non esisteva la concezione del secondo e terzo posto.

Popolare anche presso gli etruschi e successivamente ripreso dai romani come spettacolo circense cruento e sanguinoso.

Per capire cosa fosse il pugilato presso i romani è sufficiente osservare la statua di bronzo del "pugile" ritrovata a Roma in via IV Novembre nel 1885 durante i lavori di ampliamento di una strada cittadina. Le mani sono protette da guanti pesanti dei romani chiamati CAESTUS. I guantoni diventarono così l'arma offensiva più micidiale. Rinforzati con inserti di piombo e di chiodi per assicurare al duello un finale rapido, devastante e sanguinoso. Il pubblico romano non sopportava le lunghe schermaglie, si spazientiva e si irritava. A nessuno interessavano le finezze tecniche e il valore della competizione. Tutti attendevano solo il colpo pericoloso, volevano presto arrivare al brutale annientamento di uno dei combattenti. Con il passare degli anni vennero fissate delle regole per evitare che i contendenti si ferissero seriamente o che addirittura riportassero lesioni mortali.

Nel Medioevo si assiste ad una fase di declino per questo sport. Solo in alcune città d'Italia come Lucca, Genova e Venezia venivano organizzati incontri degni di nota. A Venezia esiste il ponte dei pugni, dove anticamente, fazioni diverse si scontravano. Per evitare i picchiatori più rudi ci si poteva buttare in mare, anche se questo significava essere derisi per codardia.

 

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L'egemonia inglese

Nel XVIII sec. nel pugilato cominciarono a svilupparsi le prime tecniche di combattimento che fecero diventare questa attività sportiva uno sport vero e proprio e non solo un combattimento cruento.

Nel 1681 iI "Protestant Mercury" di Londra è il primo quotidiano al mondo a pubblicare il resoconto di un match

Nei primi anni del 1700 il pugile inglese James Figg (1665- 1740) concepì il pugilato come uno sport dove era più importante difendersi che attaccare. Lo stesso Figg fu il primo a definire il pugilato noble art. Nel 1719 vinse il campionato d'Inghilterra e si autoproclamò campione del mondo di pugilato dopo 15 incontri vinti consecutivi.

La boxe del XVIII secolo era molto diversa da quella di oggi. Spesso capitava che i colpi venissero portati a "martello", dall'alto verso il basso, il perimetro entro il quale combattevano i pugili era delimitato dagli stessi spettatori dell'incontro oppure si tracciava una semplice riga circolare per terra (da quest'ultima deriva il termine "Ring" che per l'appunto significa 'anello', 'cerchio'). I pugili si battevano senza mai fermarsi; quando uno di questi cadeva l'avversario lo cominciava a colpire appena si rialzava da terra. Il combattimento si svolgeva a pugni nudi e si proseguiva ad oltranza senza riprese.

Quando James Figg decise di ritirarsi aveva accumulato una discreta fortuna in denaro, con questi soldi fondò a Londra la prima Accademia della boxe ed in seguito cominciò ad organizzare gli incontri in un Anfiteatro ad Oxford Street. Grazie all'opera di Figg la boxe comincia a trovare il suo naturale sviluppo. La sua accademia rappresenterà un importante serbatoio di idee e d'innovazioni che porteranno questo sport ad imboccare la strada che lo porterà verso la sua fase moderna.

James Figg può essere ricordato come il padre della boxe, fu egli che con la propria opera diffuse le esibizioni di pugilato e la sua iniziativa rese possibile l'apertura di molti altri anfiteatri in Inghilterra. Il pugilato ebbe un grande successo sia per il numero di praticanti che per il numero di sostenitori, tanto che l'Inghilterra fu il primo paese al mondo in cui nacque la figura del pugile professionista. Raggiungere la vittoria nel titolo di campione di Inghilterra significava raccogliere un enorme prestigio e vincere concrete somme di denaro. Il titolo di campione di boxe inglese dal 1700 fino alla prima metà del XIX secolo fece la storia della boxe, e praticamente equivaleva al titolo di campione del mondo.

Il suo successore fu George Taylor, uno dei migliori pugili che si allenavano nell'anfiteatro londinese, già da tempo Figg lo aveva definito il suo pupillo.

Non abbiamo molte prove concrete che ci forniscano un elenco delle vittorie di Taylor, comunque seguendo una logica moderna Taylor può essere definito come il nuovo campione del mondo della boxe.

Nel 1723 Re Giorgio I ordina la costruzione di un ring a Hyde Park, poi sede di incontri di pugilato fino al 1820.

Dopo Taylor il titolo di campione d'Inghilterra fu vinto da Jack Broughton, rimasto famoso nella storia per aver formulato nel 1734 il primo codice di disciplina per i combattimenti di pugilato e per aver inventato i guantoni da combattimento.

Broughton era più intelligente che forte. Capì che la boxe non era solo un combattimento violento e cieco ma un precisa armonia tra difesa e attacco. Introdusse la tecnica del colpire e ritirarsi e del fermarsi e bloccare il colpo avversario. Broughton rimase famoso sia per la sue vittorie sia per la sua grande onestà, durante e dopo gli incontri.

 

"Le regole di Jack Broughton". Il pugilato si evolve

Il pugile inglese Jack Broughton, allievo di Figg, definì nel libro London Prize Ring Rules le prime regole per la boxe pubblicato nel 1743, da allora gli incontri furono organizzati secondo queste regole.

Nel 1750 il titolo di campione passò a Jack Slack, il periodo in cui nello sport del pugilato si stavano infiltrando esempi di disonestà ed affari loschi. Slack introdusse il colpo denominato "chopper" che possiamo definire come l'equivalente del moderno colpo del coniglio. Non era un pugile abile, viene ricordato più come un pugile senza paura che per la sua tecnica. Il Duca di Cumberland divenne il suo protettore.

Il 17 giugno 1760 si disputò l'incontro valido per il titolo inglese tra il detentore Slack e lo sfidante Bill Stevens, protetto dal Duca di York. Con molta sorpresa la sfida fu vinta da Stevens. Slack si ritirò dal pugilato attivo e divenne l'allenatore di George Meggs, un pugile che aspirava al titolo di campione.

Nell'incontro tra Stevens e Meggs la vittoria andò a quest'ultimo. Pare che molto probabilmente ci fosse stato un accordo sull'esito dell'incontro, Stevens permise all'avversario di vincere per intascare un cospicuo premio in denaro. Slack fu uno degli artefici dell'accordo e per questo ricevette una parte di denaro da Meggs.

Dal 1761 al 1783 il titolo di campione passò da un pugile ad un altro in breve tempo. Meggs fu sconfitto da Baker Milsom, che poco dopo cedette il titolo a Tom Juchau. Il nuovo successore fu Bill Darts, che riuscì a mantenere il titolo per quasi cinque anni fino a che venne sconfitto da Lyons Bill.

Lyons lavorava come conduttore di battelli attraverso il Tamigi. La fama che lo ricoprì dopo la vittoria del titolo provocò in lui un grosso disagio, tanto che dopo due sole settimane dalla vittoria si ritirò dal pugilato. Con il ritiro di Lyons Bill, Darts riacquisì il titolo, non per molto comunque perché fu messo al tappeto da un pugile irlandese: Peter Corcoran.

Il 18 maggio 1771 all' Hyde Park si sfidarono per il titolo Corcoran e il detentore Bill Darts. Corcoran vinse facilmente in un solo minuto di combattimento.

Concoran sconfisse tutti i più forti pugili inglesi del periodo che tentavano di rimpossessarsi del titolo. Alcuni di questi incontri presentavano dei lati oscuri. Nel 1774 vinse contro Sam Peters a Birmingham, ma molti spettatori gridarono allo scandalo perché si diffuse la notizia di un probabile accordo tra i due pugili.

La supremazia di Concoran si spense il 10 ottobre 1776, quando venne sconfitto da Hurry Sellers, un pugile che proveniva dalla scuola di Jack Slack. I giornalisti dell'epoca affermarono che l'incontro era stato venduto da Concoran.

Hurry Sellers mantenne il titolo per quattro anni, fu sconfitto da Duggan Fearns, un altro potente pugile irlandese. L'incontro tra i due durò poco più di un minuto, Sellers cadde a terra al primo pugno di Fearns e si rifiutò di andare avanti.

Dal 1783 al 1791 il titolo rimase ininterrottamente nelle mani dell'inglese Thomas Jackling, uno dei pochi pugili dell'epoca riconosciuto come un combattente onesto e non incline ad accordi di sottobanco. Perse in titolo contro Benjamin Brain, nell'incontro disputato nel 1791. Jackling si ritirò al secondo round quando un potente pugno di Brain gli fratturò il naso. Lo stesso Brain rimase ferito,si ruppe il metacarpo e una falange della mano destra.

La figura di Benjamin Brain rappresenta un punto di svolta nella storia della boxe inglese e mondiale. Da questo momento in avanti i campioni che si faranno strada nel pugilato si affronteranno con metodi completamente differenti dal passato. Si comincia a parlare di combattimento secondo schemi e metodi scientifici. Non si pone più affidamento sulla forza e la violenza dei colpi, ma l'attenzione si focalizza sull'utilizzo di una strategia per sconfiggere l'avversario. Ecco quindi che fanno la loro comparsa nuove tecniche di combattimento. Difendersi dai pugni dell'avversario e attaccare diventano una cosa sola, il pugile si difende coprendosi e spostandosi con rapidi giochi di gambe, allo stesso tempo però la difesa è il punto di partenza per un successivo attacco.

Alla fine del XVIII secolo compare la figura dello "scienziato" della boxe Daniel Mendoza, detentore del titolo di campione dal 1792 al 1795.

Daniel Mendoza perse nel 1795 il titolo contro il "gentleman" John Jackson. Dopo la vittoria Jackson si ritirò definitivamente (nella sua carriera disputò solo tre incontri in totale) e fonda il Pugilistic Club a Londra. Fra i suoi soci si contano regnanti e nobili delle più importanti casate europee.

Nel 1821 iI Pugilistic Club invia alcuni dei suoi pugili a svolgere servizio d'ordine presso l'abbazia londinese di Westminster, in occasione dell'incoronazione di Giorgio IV .

Nel 1838 viene pubblicato il London Prize Ring Rules, il regolamento ufficiale del pugilato adottato a Londra.

Nel 1860 A Farnborough, in Gran Bretagna, si tiene il primo, grande incontro internazionale tra il campione inglese Tom Sayers e l' americano John C. Heenan. Anche se il match è considerato illegale, vi assistono oltre 12.000 persone, tra cui molti parlamentari e nobili. Quando gli avversari vengono dichiarati in parità, dopo ben quarantadue round, i sostenitori dei due atleti danno poi luogo a una violentissima rissa.

 

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La nascita della boxe moderna "il codice della boxe scientifica"

Già da alcuni anni attorno alla boxe ruotavano notevoli interessi economici, fatti di rilevanti scommesse e ingenti premi in denaro. Per questo motivo si sentì l'esigenza di regole più rigorose. Nel 1867 il J.S. Douglas, marchese di Queensberry, scrisse il codice della boxe scientifica che, a parte qualche piccola differenza, contiene le regole principali della boxe moderna:

  • Guantoni: obbligatorio l'uso dei guantoni.
  • Round: l'incontro è diviso in più riprese di tre minuti l'una, non vi era limite di riprese.
  • knock out: il pugile perdeva se non si riprendeva dai colpi ricevuti entro 10 secondi, il pugile avversario doveva aspettare il comando dell'arbitro per riprendere a colpire.
  • Categorie di peso: i pugili sono divisi in categorie di peso. Non possono avvenire incontri tra atleti di categorie differenti. Le categorie erano tre: leggeri, medi e massimi.

Le nuove regole rendevano il pugilato molto meno violento e lo trasformavano in uno sport di abilità, destrezza e velocità. Per il momento non era ancora stato fissato un numero massimo di riprese, si procedeva quindi ad oltranza fino al ko di uno dei due pugili. Le regole di Douglas vennero assorbite con molta lentezza. Ancora alla fine del XIX secolo molti incontri i pugili si affrontavano secondo le vecchie regole del London Prize Ring Rules, nonostante numerose nazioni vietassero l'organizzazione di incontri in cui non era previsto l'uso dei guantoni protettivi.

Dal momento in cui venne scritto il codice della boxe scientifica si fa coincidere la storia della boxe con la categoria dei pesi massimi.

 

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L'egemonia americana

Muhammad Ali, uno dei più famosi pugili di tutti i tempi.
Muhammad Ali
, uno dei più famosi pugili di tutti i tempi.

Attorno agli incontri di pugilato, in maniera particolare nella categoria dei pesi massimi, ruotavano interessi economici enormi. Ai pugili venivano dati ingenti premi in denaro e il pubblico amava scommettere ingenti somme su tutto quello che riguardava la sfida: vincitore, quante riprese fosse durata, ecc. Migliaia di persone assistevano alle gare organizzate presso arene costruite appositamente per questo sport. Allora i ring erano ottagonali definiti da corde e pali, i pugili combattevano a torso nudo, con i calzoni lunghi o a tre quarti di gamba, gli incontri non avevano limiti di numero massimo di riprese. Nonostante le regole di Douglas di alcuni anni prima gli incontri venivano ancora disputati a mani nude, ciò portava spesso a tragiche conseguenze. Per questo motivo in molti stati dell'unione e dell'Europa alla fine del 1800 il pugilato a mani nude era proibito.

La boxe trovò rapida diffusione negli Stati Uniti d'America a tal punto che nel 7 febbraio 1882 l'americano John Lawrence Sullivan vinse il campionato del mondo categoria pesi massimi battendo il detentore Paddy Ryan, un colosso irlandese emigrato negli USA. Con questa vittoria il centro d'interesse della boxe mondiale si spostò definitivamente dall'Inghilterra all'America.

Nel 1889 a Richsburg, nello Stato americano del Mississippi, dopo settantacinque riprese di combattimento a mani nude, John Lawrence Sullivan sconfigge Jake Kilrain e mantiene il titolo mondiale dei massimi. II campione fa scalpore annunciando nell'occasione che a partire da quel momento in poi combatterà solo indossando dei guantoni.

Effettivamente quello fù l'ultimo incontro senza guantoni valido per i pesi massimi con il quale John Lawrence Sullivan combattè.

Nel 1890 al Pelican Club di Londra si tiene la prima sfida valevole per un titolo mondiale in cui i rivali combattono con i guantoni. Vince il match il canadese George Dixon, il quale supera l'inglese Nunc Wallace alla diciottesima ripresa, conquistando la corona iridata dei pesi gallo.

Nel 1891 viene fondato a Londra il National Sporting Club, primo ente pugilistico dell'era moderna.

Nel 7 settembre 1892 si tiene a New Orleans, nello Stato americano della Louisiana, il primo combattimento con in palio il titolo mondiale dei pesi massimi che segue il regolamento elaborato dal marchese di Queensberry. La sfida registra il successo di James Corbett, che supera al ventunesimo round John Lawrence Sullivan

Dal successivo incontro del 7 settembre 1892 in cui John Lawrence Sullivan e James Corbett si affrontarono con i guantoni, le regole di Douglas erano ormai definitivamente accettate.

Sull'onda della forte crescita economica Statunitense il pugilato si diffuse in tutti gli stati dell'Unione, divenne uno dei principali sport praticati e rappresentava, per le classi più disagiate, un modo per uscire dalla difficile situazione socio-economica.

Nel 1897 Viene girato il primo filmato di un incontro di boxe destinato al grande pubblico. Si tratta del match per il campionato mondiale dei pesi massimi in cui Bob Fitzsimmons mette knockout James V. Corbett

Nei primi anni del 1900 si fissarono altre categorie di peso e per limitare la durata degli incontri si stabilì che il numero massimo di riprese doveva essere: 15 per gli incontri validi per titoli europei e mondiali, 12 per titoli nazionali. Limitando la durata dell'incontro, si imponeva la necessità di individuare criteri per la vittoria ai punti, il problema fu risolto con l'istituzione dei giudici di gara.

Nel 1904 in occasione dei Giochi di St. Louis, il pugilato torna a fare parte degli sport olimpici. La sua esclusione, che risale al 1896, era stata motivata in quanto ritenuto spettacolo poco edificante e praticato esclusivamente <<... dalla feccia della popolazione>>.

Nel 1908 si affermò a livello mondiale Jack Johnson, battendo per knockout Tommy Burnsil e diventando così il primo campione di colore dei pesi massimi. Jack Johnson ormai nella storia della boxe come pugile di colore americano che stupì tutti per la sua boxe intelligente e rapida.

Nel 1909 Il National Sporting Club di Londra fissa gli standard relativi a otto categorie di peso del pugilato. Vengono cos! regolamentate Ie caratteristiche dei pesi mosca, gallo, piuma, leggeri, welter, medi, massimi leggeri e massimi.

Nello stesso anno nasce in Gran Bretagna il periodico specializzato "Boxing". Oggi in edicola come "Boxing News", e la più antica rivista di pugilato del Regno Unito.

Nel 1910 Jack Johnson sconfigge a Reno il campione bianco dei massimi James J. Jeffries. La sua vittoria scatena negli Stati Uniti un'ondata di linciaggi e violenze a sfondo razziale.

Nel 1911 negli Stati Uniti, viene promulgata la Legge Frawley, che proibisce agli arbitri di esprimere decisioni sui match tenuti a New York. Inizia così un lungo periodo di "no decision", durante il quale solo una vittoria ottenuta a seguito di un knockout diventa veramente inoppugnabile.

A Cuba Jack Johnson cedette il titolo nel 1915 perdendo contro il cowboy Jess Willard detto “il gigante” poiché alto oltre 2 metri e pesava Kg 110; facendo tornare nelle mani di un bianco il titolo mondiale dei pesi massimi.

Nel 1918 nasce la prima Commissione Britannica di Controllo sulla Boxe, inizialmente costituita da esponenti del National Sporting Club.

In Italia invece il pugilato diffuso nei primi anni del secolo creò la sua federazione organizzatrice la FPI (Federazione Pugilistica Italiana) nel 1916 a San Remo. I padri fondatori furono Goldsmith (Presidente) e Lomazzi (vice Presidente) . Nel 1920 ci furono i primi campionati italiani. La sede nazionale diventò Milano per trasferirsi a Roma nel 1929.

Il titolo dei pesi massimi passò in mano di Jack Dempsey nell'incontro disputato a Toledo (USA) nel 1919, in cui vinse il titolo mondiale contro Jess Willard. Dempsey di fronte a Willard era di dimensioni irrisorie. Dempsey, vinse grazie alla destrezza acquisita con i suoi studi ed ai suoi originali metodi di allenamento, dominò la categoria dei pesi massimi, in un epoca quindi in cui i combattimenti sul ring erano vinti più con la forza fisica e con la resistenza che con fini azioni tecniche. Dempsey utilizzava i principi del falling step e del double shift, due delle tecniche da lui formalizzate ed applicate “sul ring” con successo, dimostrandone la straordinaria efficacia. Egli era molto aggressivo, ma sapeva controllarsi, evitava con destrezza e con una alzata di spalle i colpi per poi scagliare i suoi pugni in maniera esplosiva, sfruttando in pieno l’intero peso del suo corpo in movimento. Ogni sua azione era organizzata in improvvise e devastanti combinazioni di colpi. Nell'ultimo suo incontro del 1926, in cui subì una discutibile sconfitta, si registrò un affluenza di pubblico mai vista e gli incassi superarono ogni record.

Nel 1920 il Sindaco di New York, Jimmy Walker, promulga la Legge Walker, che ripristina il diritto degli arbitri di New York ad esprimere decisioni sugli incontri di boxe. È la fine dell'epoca delle "no decision".

Nel 1921 nel corso dell'anno si disputa l'incontro per il titolo dei pesi massimi tra Jack Dempsey e lo sfidante Georges Carpentier. Si tratta del primo match che fa registrare ai botteghini un incasso superiore al milione di dollari.

Nel 1922 esce negli Stati Uniti il mensile di pugilato "The Ring", diretto da un addetto ai lavori autorevole e influente quale Nat Fleischer.

Nel 1923 il secondo match che registra un incasso milionario ai botteghini e quello che oppone Jack Dempsey all'argentino Luis Firpo. Quest'ultimo viene atterrato per ben sette volte nella prima ripresa, finendo knockout nel corso della successiva.

Nel 1926 a Filadelfia, oltre 120.000 persone assistono al match in cui Gene Tunney supera ai punti Jack Dempsey, vincendo nell'occasione il titolo mondiale dei pesi massimi.

Nel 1927 a Chicago, Gene Tunney mantiene il titolo dei massimi sconfiggendo ai punti Jack Dempsey; inutili le proteste di quest' ultimo che accusa l'arbitro di aver permesso al detentore, durante il settimo round, di rimanere al tappeto, stordito in seguito ad un KO, per quasi quattordici secondi, prima di rialzarsi. Episodio che rimane inspiegato e dubbio ancora oggi.

Dal 1929, anno della grande crisi economica, fino al 1933 il pugilato perse molto della sua notorietà ed importanza. Pochi avevano la possibilità di seguire gli incontri e scommettere sul loro esito come avveniva nei primi anni del secolo.

Nel 1930 Max Schmeling è il primo pugile tedesco a conquistare la corona mondiale dei pesi massimi. Inoltre, è anche il primo atleta che vince l'ambito trofeo per squalifica dell'avversario. Jack Sharkey gli ha infatti inflitto un colpo basso nel corso della quarta ripresa.

Nel 1933 comparve alla ribalta mondiale l'Italiano Primo Carnera che rimase campione del mondo solo per un anno, ma raccolse la simpatia di molti. Carnera era un pugile imponente con i suoi 120 kg di peso e 2,05 m di altezza, allo stesso tempo velocissimo e con un'ottima tecnica.

Max Baer divenne campione del mondo il 14 giugno 1934, quando sconfisse il campione in carica Primo Carnera, dopo una lunga serie di scorrettezze che andavano dalle proibite tecniche di lotta ai colpi portati dopo il segnale del gong. Pugile dalla fama di "cattivo"; uccise sul ring Frankie Campbell. Fu ritenuto da molti responsabile anche per la morte di Ernie Schaaf deceduto sul ring in un'incontro contro Primo Carnera; per molti infatti la causa andava ricercata in un precedente incontro nel quale fu proprio un pugno alla tempia di Max Baer dato a Ernie Schaaf la vera causa della morte di quest'ultimo.

Il 13 giugno 1935, James J. Braddock, conosciuto da tutti col soprannome di "Cinderella Man" (l'Uomo Cenerentola) fu l'emblema del coraggio e l'orgoglio di una nazione, quando, dato per sconfitto da tutti, riusci a resistere fino alla 15° ripresa contro il terrificante Max Bear e a vincere all'unanimità ai punti, diventando il nuovo campione del mondo.

Nel 1937 il titolo passò nuovamente a un pugile di colore Joe Louis, strappò il titolo a James J. Braddock mandandolo ko all'ottava ripresa. Nello stesso anno, in Gran Bretagna, migliaia di persone restano sveglie fino a tardi per ascoltare la radiocronaca del suo primo match di difesa contro il gallese Tommy Farr, che sconfigge ai punti a New York. Joe Louis per 10 anni, dal 1937 al 1947 ha detenuto la corona mondiale, che ha difeso vittoriosamente per 25 volte. Si ritira nel 1949, il suo fisico rovinato dall'alcool e dalla droga non era più in grado di affrontare altri incontri. Il suo record parla di 63 vittorie e 3 sconfitte.

Nel 1938 in agosto, Henry Armstrong conquista la corona mondiale dei pesi leggeri battendo ai punti Lou Ambers. Con questo successo arriva così a detenere contemporaneamente tre titoli mondiali. Ha infatti vinto la cintura dei pesi welter a maggio, a spese di Barney Ross, mentre nell'ottobre dell'anno prima ha tolto a Petey Sarron quella dei pesi piuma.

Nel 1947 iI primo match valevole per la corona mondiale dei massimi trasmesso alla televisione è quello vinto da Joe Louis su Jersey Joe Walcott, disputato a New York.

Nel 1949 iI grande pugile francese Marcel Cerdan muore in un incidente aereo mentre si reca negli Stati Uniti per tentare di riconquistare il titolo mondiale dei pesi medi, strappatogli da Jake LaMotta qualche mese prima. Nel frattempo, Joe Louis si ritira dall'attività agonistica quando è ancora campione dei massimi.

Ne l 1951 a Pittsburgh, Jersey Joe Walcott mette knockout Ezzard Charles alla settima ripresa e conquista così il titolo iridato dei pesi massimi. Con i suoi trentasette anni è l'atleta più anziano a conseguire questo risultato. Nello stesso anno, a Londra, Randolph Turpin sorprende tutti sconfiggendo Sugar Ray Robinson e vincendo la corona mondiale dei pesi medi. Sugar Ray Robinson era imbattuto da ben otto anni, durante i quali aveva sostenuto novantuno incontri.

Nel 1953 II primo combattimento di pugilato che viene filmato in tre dimensioni per dare agli spettatori l'illusione di essere sotto il ring è quello in cui Rocky Marciano batte Jersey Joe Walcott per knockout, mantenendo così il titolo dei pesi massimi che ha strappato al medesimo rivale soltanto l'anno precedente. Rocky Marciano, detto "The Rock" ("La Roccia" per la sua forza e granitica resistenza ai colpi degli avversari), con le sue impareggiabili doti dopo aver vinto il campionato del mondo inanellò una serie di vittorie impressionanti per la sua devastante potenza. Abbandonò la carriera professionistica, imbattuto, nel 1956, dopo aver vinto 49 incontri, 43 dei quali per knock out, nessun pareggio e nessuna sconfitta. E' ancora ad oggi l'unico pugile al mondo ritiratosi da campione senza aver mai perso un'incontro. "Un pugile Leggendario".

Nei pesi medi invece nel 1958 Sugar Ray Robinson sconfigge ai punti Carmen Basilio e conquista il titolo mondiale per la quinta volta. Si tratta di un record assoluto, considerando anche tutte le altre categorie di peso.

A Rocky Marciano successe il giovane nero Floyd Patterson , un ex peso mediomassimo che tenne il titolo fino al 1962 salvo una breve interruzione nel 1959-60. Successe a Patterson un altro nero, Sonny Liston, analfabeta dalla potenza esplosiva, ex carcerato compromesso da legami con la mafia italoamericana. Misteriose le cause della sua morte avvenuta nel 1970.

Nel 1964 il titolo fu vinto, a spese di Sonny Liston, dal ventiduenne Cassius Clay, già vincitore della medaglia d'oro all'Olimpiade di Roma del 1960. Viene ricordato non solo per le sue versatili doti di pugile (mai nessun peso massimo era stato così rapido) ma anche per il suo impegno politico (militante islamico, fu arrestato per aver rifiutato il servizio militare) e per i modi provocatori con cui si rivolgeva agli avversari. Con Cassius Clay, che poi successivamente alla sua conversione all'islam cambio nome in Muhamed Ali, la popolarità del pugilato diventa planetaria. Ancora tutt'oggi considerato il più "Grande" pugile di tutti i tempi.

Nel 1965 il match in cui Emile Griffith batte ai punti Manuel Gonzales è anche il primo combattimento di pugilato trasmesso a colori in televisione.

Nel 1967 dopo nove difese vittoriose, Muhammad Ali viene privato del titolo dei pesi massimi perchè renitente alla leva per il Vietnam. Intanto Henry Cooper è il primo pugile a vincere tre 'Cinture Lonsdale' quando sconfigge Billy Walker per i titoli Britannico e dell'Impero dei pesi massimi.

Nel 1968 si comincia a studiare la possibilità di dare luogo a un match virtuale fra Muhammad Ali e Rocky Marciano. Il verdetto dell'incontro sarà emesso da un elaboratore elettronico a favore di Rocky Marciano.

Nel 1969 Rocky Marciano muore in un incidente aereo mentre e in viaggio per Des Moines, nello Iowa.

Nel 1974, dopo essere tornato con successo sul ring nel 1970, Muhammad Ali riconquista il titolo mondiale dei pesi massimi sconfiggendo a Kinshasa, nello Zaire, George Foreman per knockout all'ottava ripresa. Incontro divenuto poi celebre come: "Rumble in the jungle" (ossia Rombo nella giungla) e che consoliderà definitivamente la fama di Muhammad Ali come "Il più Grande".

Nel 1985 in uno degli incontri più appassionanti dell'epoca moderna, Marvin Hagler riconquista il titolo dei pesi medi battendo Thomas Hearns in tre riprese al Ceasars Palace di Las Vegas, nel Nevada.

L'ente organizzatore americano degli incontri di pugilato la WBC (World boxing council) nel 1968 visse una crisi interna dalla quale nacque un'altra federazione internazionale pugilistica: la WBA (World boxing association). Tale sovrapposizione di competenze creò confusione nel mondo della boxe perché ogni associazione organizzava gare per le proprie categorie e di conseguenza nominava i propri campioni. In seguito la situazione venne ulteriormente complicata dalla creazione della IBF (International Boxing Federation) nel 1984, e dalla WBO (World Boxing Organization), nel 1988. Nonostante negli anni passati ciascuna organizzazione adottava proprie categorie di peso, dal 1987 le categorie professionistiche sono state fissate a 17, dai pesi paglia fino ai pesi massimi.

In Europa l'ente organizzatore (EBU) è unico.

In Italia la federazione che organizza gli incontri e assegna i titoli italiani è la FPI (Federazione pugilistica italiana).

Gli anni '80 e '90, in questo sport hanno continuato a mostrare la propria superiorità gli uomini di colore. Dominio assoluto fu di Mike Tyson che batté Trevor Berbick alla seconda ripresa, vincendo la versione WBC del titolo dei pesi massimi. A vent'anni e cinque mesi scarsi è cosi il più giovane campione dei massimi della storia della boxe. Mike Tyson è stato campione del mondo dei pesi massimi per tre organizzazioni: WBC, WBA e IBF. Ancora oggi è ricordato come uno dei più potenti e violenti pugili della storia della boxe.

Nel 1988 Thomas Hearns e Sugar Ray Leonard vincono diverse versioni di titoli mondiali in cinque categorie: welter, superwelter, medio, supermedio e massimo leggero.

Nel 1990 a Tokyo, James Douglas è artefice di uno dei maggiori colpi di scena della storia della boxe, in quanto mette knockout Mike Tyson, sovrano indiscusso dei pesi massimi fino a quel momento.

Nel 1994 vent'anni dopo aver perso il titolo dei pesi massimi contro Muhammad Ali, il grande George Foreman sconfigge Michael Moorer per knockout alla decima ripresa e conquista i titoli WBA e IBF della stessa categoria. Al celebre pugile mancano solamente due mesi per compiere i quarantacinque anni.

 

Anche se per il grande pubblico la storia della boxe è stata scritta dalla categoria dei pesi massimi, sono degni di essere ricordati molti pugili campioni di altre categorie, tra cui: Sandro Mazzinghi, campione del mondo dei medi junior; Nino Benvenuti, campione del mondo dei pesi medi; H. Armstrong, vincitore di tre titoli mondiali in altrettante categorie di peso differenti; M. D'Agata campione del mondo nei pesi gallo e Carlos Monzon nei pesi medi...

e tantissimi altri... (visita la pagina dedicata a "I Grandi Campioni")

 

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Fondamenti sulla tecnica del pugilato

La tecnica per eseguire un colpo diretto, o jab.
La tecnica per eseguire un colpo diretto, o jab.

Nel pugilato viene ravvisata una certa somiglianza con la scherma per il particolare tipo di studio preparatorio fra i contendenti in funzione del successivo scambio di colpi. Fondamentalmente il Pugilato si basa su tre colpi:

  • Diretto: Colpo più importante per il pugile tecnico. Colpo di disturbo, di arresto, di preparazione al diretto successivo.

  • Gancio: Colpo potente e demolitore che basa la sua potenza sulla leva fornita dalla spalla e dalla posizione ad angolo retto del braccio, è il colpo di chiusura per eccellenza.

  • Montante: Colpo dato dal basso verso l'alto, di solito si usa nel corpo a corpo.

Questi colpi, portati in rapida sequenza e con varietà, generano le "serie" o "combinazioni". Anche se la fase offensiva ha un ruolo decisivo, due sono le tecniche per evitare di prendere colpi: schivare e parare, ovvio il fatto che per ogni tipo di colpo vi siano differenti tipi di schivate e di parate.

Dai tre aspetti offensivi e dai tre difensivi può nascere un grande incontro, che vede sul "quadrato" due uomini che si affrontano lealmente secondo le regole della "boxe moderna" e che alla fine del match li vedrà abbracciarsi. Il pugilato è uno sport impegnativo e completo, le doti fisiche richieste sono infatti velocità, agilità, forza e resistenza. Il pugilato richiede sia sforzi aerobici che anaerobici, pertanto l'allenamento mira sia al miglioramento della resistenza, ovvero alla durata dello sforzo fisico nel tempo, tramite corsa, salto della corda, allenamento a corpo libero, sia al miglioramento della forza e allo sviluppo della massa muscolare.

Il pugilato richiede soprattutto una notevole forza di sopportazione e carattere per poter affrontare gli sforzi durante l'allenamento e il quasi inevitabile dolore fisico durante gli incontri. Contrariamente alla maggior parte degli altri sport, la sconfitta nel pugilato è accompagnata da dolore fisico: ciò richiede una ferrea volontà a non darsi per vinto davanti alla fatica del match.

Per le sue influenze sul corpo e sulla mente il pugilato può essere consigliato ai giovani che in tutta sicurezza e sotto la supervisione di un buon allenatore possono sviluppare un corpo sano e una mente allenata e preparata a non abbandonarsi alle prime difficoltà dello sport e della vita.

 

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Categorie di peso

Categorie dei Dilettanti

Categoria + Limite Peso in kg

Minimosca 48
Mosca 51
Gallo 54
Piuma 57
Leggeri 60
Superleggeri 64
Welters 69
Medi 75
Mediomassimi 81
Massimi 91
Supermassimi oltre 91


Categorie dei Professionisti

Categoria + Limite Peso in libbre (1 lb.=0,4536 kg. circa)

Paglia ^ 105
Minimosca ^ 108
Mosca 112
Supermosca ^ 115
Gallo 118
Supergallo 122
Piuma 126
Leggeri jr. (superpiuma) 130
Leggeri 135
Welters jr. (superleggeri) 140
Welters 147
Superwelters (medi jr.) 154
Medi 160
Supermedi 168
Mediomassimi 175
Massimi Leggeri 200
Massimi senza limite

^ Non riconosciute dall' European Boxing Union.

 

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Critiche

Nonostante le regole moderne il pugilato mantiene ancora il suo aspetto di sport violento e cruento. Lo scambio di colpi alla testa può comportare l'insorgere di traumi che possono manifestarsi durante l'incontro, oppure in un secondo momento. L'urto violento sulla testa può essere causa di una emorragia immediata a livello cerebrale, i sintomi variano dallo stordimento alla perdita di conoscenza.

 

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Punch drunk

I medici sportivi hanno identificato una sindrome tipica e non rara dei pugili professionisti denominata punch drunk (ubriacatura da pugni). I sintomi sono perdita della memoria, dislessia, difficoltà nell'ideazione, difficoltà ad effettuare movimenti di precisione ed alterazione della personalità. A livello dilettantistico si cerca di evitare la sindrome con l'utilizzo di caschi di gomma dura attorno alla testa. Nonostante ciò un colpo potente e ben portato può provocare forti danni anche tra i pugili minori. La sindrome è provocata da piccole emorragie cerebrali non gravi ma che sommate negli anni producono effetti dannosi per l'attività cerebrale.

 

 

EXTRA:

 

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Il pugilato in Europa

Sono molti i pugili del Vecchio Continente che si sono potuti fregiare di un titolo prestigioso come quello mondiale. E per quanto riguarda l'Italia, solamente gli Stati Uniti, il Messico e il Giappone hanno avuto più campioni del mondo del nostro Paese.

 

PUGILI EUROPEI CAMPIONI DEL MONDO (AGOSTO 2005)

Pesi massimi - WBC - Vitali Klitschko - Ucraina
Pesi mediomassimi - WBC/WBA - Jean-Marc Mormeck - Francia
Pesi massimi leggeri - WBC - Tomasz Adamek - Polonia
Pesi massimi leggeri - WBA - Fabrice Tiozzo - Francia
Pesi massimi leggeri - WBO - Zsolt Erdei - Ungheria
Pesi supermedi - WBC - Markus Beyer - Germania
Pesi supermedi - WBA - Mikel Kessler - Danimarca
Pesi supergallo - WBA - Mahyar Monshipour - Francia
Pesi gallo - WBA - Wladimir Sidorenko - Ucraina

 

I PAESI EUROPEI E I LORO PRIMI CAMPIONI DEL MONDO

Austria - Johnny Ertle - 1915, pesi gallo
Belgio - Gustave Roth - 1936, pesi massimi leggeri
Danimarca - Battling Nelson - 1912, pesi gallo
Francia - Charles LeDoux - 1908, pesi leggeri
Germania - Max Schmeling - 1930, pesi massimi
Grecia - Anton Christoforidis - 1941, pesi massimi leggeri
Olanda - Regilio Tuur - 1994, pesi superpiuma
Ungheria - Zsolt Erdei - 2004, pesi massimi leggeri
Italia - JohnnY Dundee - 1923, pesi piuma
Norvegia - Pete Sanstol - 1931, pesi gallo
Polonia - Dariusz Michalczewski - 1994, pesi massimi leggeri
Russia - Kid Kaplan - 1925, pesi piuma
Spagna - Balthazar Sangechilli - 1935, pesi gallo
Svezia - Ingemar Johansson - 1959, pesi massimi
Svizzera - Frank Erne - 1899, pesi leggeri
Ucraina - Vitali Klitschko - 1999, pesi massimi
Iugoslavia - Mate Parlov - 1979, pesi massimi leggeri

 

ITALIA

Il nostro Paese può vantare grandi pugili in quasi tutte le categorie, a partire dall'oriundo di origini americane Johnny Dundee, campione del mondo dei pesi piuma nel 1923, e non scordando Primo Carnera, detentore della corona dei massimi tra il 1933 e il 1934. Fra i tantissimi altri atleti di valore che hanno vinto il titolo mondiale ricordiamo poi il peso gallo Mario D'Agata, campione nel 1956, il peso mosca Salvatore Burruni, campione nel 1965, il peso medio Vito Antuofermo, campione nel 1979, e il superwelter Gianfranco Rosi, campione per organizzazioni internazionali quali la WBC, la IBF e la WBO dal 1987 al 1995.

 

FRANCIA

Un altro Paese europeo che vanta importanti tradizioni pugilistiche è la Francia. Georges Carpentier, per esempio, tra il 1908 e il 1926 combatte in tutte le categorie di peso, dai welter ai massimi. Merita inoltre un cenno Eugene Criqui, che vince la corona mondiale dei pesi piuma nel 1923 mettendo knockout Johnny Kilblane. Tuttavia, solo cinquantaquattro giorni più tardi perderà il titolo a favore dell'italiano Johnny Dundee.
Non va inoltre dimenticato Marcel Cerdan, considerato il più grande boxeur transalpino, nonché uno dei migliori in assoluto del Vecchio Continente. Nato nel 1916, passa al professionismo nel 1934 e strappa il titolo europeo dei pesi welter all'italiano Saverio Turiello. Il 21 settembre del 1948, nel New Jersey, Cerdan diventa poi campione del mondo dei pesi medi mettendo knockout Tony Zale alla dodicesima ripresa. Perde però il titolo contro Jake LaMotta nel giugno del 1949. La prevista rivincita non si terrà mai, perché il francese muore in un tragico incidente aereo poco prima dell'incontro. Concludiamo con Anaclet Wamba, detentore del titolo mondiale dei pesi mediomassimi, versione WBC, tra il 1991 e il 1994.

 

GERMANIA

Il più famoso in assoluto dei pugili tedeschi è senz'altro il celebre Max Schmeling. Nato nel 1905, a venticinque anni è il primo europeo che vince il titolo mondiale dei pesi massimi, battendo a sorpresa lo statunitense Jack Sharkey. I suoi match più memorabili li affronta però contro il mitico Joe Louis, sconfitto nel primo combattimento ma vittorioso nel successivo. Negli anni Novanta salgono invece alla ribalta delle cronache sportive Henry Maske, un eccellente massimo leggero, e i fratelli Ralf e Graciano Rocchigiani, che ottengono ottimi risultati nelle categorie dei medio massimi e dei massimi.

 

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BOXE e malavita

 

 

 

 

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Pugilato nel cinema

Sono tante le storie di pugili, veri e inventati, raccontate in altrettante pellicole. Nel seguente elenco ricordiamo i titoli di alcuni popolari film.

  • Se perdo la pazienza (1926) con Buster Keaton
  • Il campione (1931) di King Vidor
  • Two-Fisted (1935)
  • L'uomo di bronzo (1937) con Edward G. Robinson
  • Passione (1939) con William Holden e Barbara Stanwyck
  • Il sentiero della gloria (1942) con Errol Flynn
  • Anima e corpo (1947) con John Garfield
  • Il grande campione (1949) con Kirk Douglas
  • Stasera ho vinto anch'io (1949) con Robert Ryan
  • Il giorno del combattimento (1949) cortometraggio documentario di Stanley Kubrick
  • Fronte del porto (1954) con Marlon Brando
  • Il colosso d'argilla (1956) con Humphrey Bogart
  • Lassù qualcuno mi ama (1956) con Paul Newman
  • Una faccia piena di pugni (1962) con Anthony Quinn, Jackie Gleason e Mickey Rooney
  • Pugno proibito (1962) con Elvis Presley
  • Per salire più in basso (1970) con James Earl Jones e Jane Alexander
  • Città amara (1972) con Stacey Keach e Jeff Bridges
  • Rocky, Rocky II, Rocky III, Rocky IV, Rocky V, Rocky VI, Rocky Balboa con Sylvester Stallone
  • Ma che sei tutta matta? (1979) con Barbra Streisand e Ryan O'Neal
  • Il campione (1979) con Jon Voight, Faye Dunaway e Rick Schroeder
  • The Prize Fighter (1979) con Don Knotts e Tim Conway
  • Toro scatenato (1980) con Robert De Niro e Joe Pesci
  • Bomber (1982) con Bud Spencer
  • Boxe (1988) con Gene Hackman
  • Spike of Bensonhurst (1988) di Paul Morrissey
  • Pugili (1995) con Pierfrancesco Favino
  • Tokyo Fist (1995) di Shinya Tsukamoto
  • La grande promessa (1996) con Samuel L. Jackson e Jeff Goldblum
  • Quando eravamo re (1997) documentario premio Oscar
  • Ventiquattro sette (1997) con Bob Hoskins
  • The Boxer (1997) di Jim Sheridan con Daniel Day-Lewis
  • Incontriamoci a Las Vegas (1999) con Antonio Banderas
  • Hurricane - Il grido dell'innocenza (1999) con Denzel Washington
  • Billy Elliot (2000)
  • Girlfight (2000)
  • Pesi leggeri (2001)
  • La rentrée (2001) con Francesco Salvi
  • Alì (2001) con Will Smith
  • Champion (2002)
  • Million Dollar Baby (2004)
  • Against the Ropes (2004) con Meg Ryan
  • Black Cloud (2004) con Rick Schroder
  • The Calcium Kid (2004) con Orlando Bloom
  • Unforgivable Blackness: The Rise and Fall of Jack Johnson (2004) documentario
  • Cinderella Man (2005) con Russell Crowe

 

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