BOXEMORE.COM

M° GIULIO COLELLA
Direttore di BOXEmore.com
Maestro di Kick Boxing,
Cintura NERA 4°DAN (F.I.KBMS), "Low Kick"
Presidente e Master Teacher della Federazine Italiana Kapap Lotar (F.I.KL)
Master di Krav Maga, Kapap Lotar, Police (F.I.KL)
Docente della Scuola Regionale di Polizia Locale della Campania
Istruttore di Krav Maga, Difesa Personale Israeliana (F.I.KM)
Ex-Responsabile Provinciale Napoli F.I.KM (Federazione Italiana krav Maga)
IPTS Instructor, (Istruttore di Tecniche e Tattiche Operative di Polizia)
Self Defence Instructor, International Police Training System (IPTS)
Cross Training, Addestramento Operativo di Polizia (IPTS)
Ex Volontario FB, 17° Reggimento Fanteria "ACQUI" (Esercito Italiano)
Operatore Reiki di 1° Grado metodo Usui Shiki Kyoho (Casa della Luna)
Praticante di Ju Jitsu (MAA)
Praticante di Kyusho Jitsu (F.I.K.J) (punti di pressione)
Kali / Escrima Filippino
Appassionato e conoscitore degli sport da ring "duri" quali BOXE, Muay Thai e MMA.
Creatore del "Reality-Training System" (sistema di allenamento per prepararsi all'impatto con la realta)
M° Giulio Colella:
<< La Kick Boxing è uno sport da combattimento che può considerarsi completo a tutti gli effetti sia per quanto riguarda la parte atletica e quindi fisica, e sia per quanto riguarda la parte psicologica e di crescita individuale.
Indicatissima sopratutto per le giovani età perchè questi impareranno a controllare e canalizzare le proprie energie ed emozioni, tipiche e più forti in tenera età, quali rabbia, aggressività, paura, stress, ecc. Processo questo importantissimo per la crescita psico-fisica di un giovane.
Quindi per chi possa pensare che il Pugilato o la Kick Boxing siano degli sport violenti o che inducano alla violenza, beh si sbaglia o almeno in parte.
La prima cosa che si insegna in una palestra di Kick Boxing è il rispetto per tutti: l'istruttore, i compagni, gli avversari, gli arbitri e il mondo intero. Certo in questo sport non c'è la parte filosofica, fatta di tradizioni così come avviene nelle arti marziali, che se ben interiorizzata può portare un combattente a livelli superiori di coscienza; ma questa mancanza viene comunque compensata da atri aspetti.
Perchè c'è il rispetto tra i combattenti??
E' semplice! Perchè per salire su di un ring ci vuole coraggio e inoltre alle spalle ci vogliono lunghi e durissimi allenamenti estenuanti: condizionamenti muscolari, ossei e nervosi che si ottengono con ore e ore di allenamento, dedizione completa e soprattutto passione per quello che si fa.
Questa consapevolezza porta il combattente a rispettare l'avversario data la presa di coscienza che colui che si trova di fronte ha il suo stesso coraggio e i suoi stessi anni di sacrifici e di duri allenamenti alle spalle.
Una volta un grande pugile disse:
"Rispettavo tutti i miei avversari.
Non è facile salire sul ring: bisogna avere un tipo speciale di coraggio" Joe Louis
Niente di più vero. Per salire su di un ring non ci vuole il coraggio che ti fa tuffare da uno scoglio di 10 metri, o ti fa andare a 200 Km/h su di una moto, o altro... è un coraggio diverso che non tutti possiedono. Magari un pilota di Formula-1 che va a 300 Km/h, messo su di un ring se la farebbe addosso dalla paura, anzi non ci salirebbe proprio.
Questa presa di coscienza delle proprie capacità e di quanto sudore è costato arrivare fin dove si è arrivati, porta ad una crescita dell'individuo che prenderà sicurezza in se e allo stesso modo incrementerà il rispetto per gli altri. Questa sicurezza e crescita individuale gli sarà utile non solo nella Boxe, ma in tutti i campi e in tutte le situazioni della vita in cui ci sarà bisogno di affrontare le difficoltà con coraggio, decisione e senza paura di sbagliare.
Vi racconto un aneddoto....
"L'anno scorso, nell'estate del 2007, stavo avviandomi presso un bar della mia città per consumare qualcosa da bere, mentre a pochi passi dal bar vedo venire un ragazzo nella mia direzione. Questo poteva avere intorno ai 20 anni. Nel passarmi vicino mi urta con una spalla e mi dice subito dopo: "O' ma lievt a nanz" (cioè: "we togliti davanti"). Io ricordo di averlo guardato per qualche istante e poi di essermi girato e proseguito verso il bar." FINE.
Con questo, cosa voglio dire? Voglio dire che grazie a questo sport ho piena sicurezza nella mie capacità e non ho bisogno di mettermi alla prova e ne di dimostrare a quel ragazzo quanto valgo magari massacrandolo di botte.
Fosse stato dieci anni prima, cioè quando non praticavo ancora kick boxing e quando giovanissimo avevo una testa "caldissima", sarei tornato indietro e ce le saremmo suonate di santa ragione.
Questo perchè dieci anni fà in realtà ero una persona insicura, così come lo erano e lo sono ancora tutt'oggi tanti giovani e giovanissimi. Avrei quindi avuto bisogno di dimostrare, prima a me stesso e poi a quel ragazzo, di non aver paura; e se non l'avessi fatto, probabilmente la notte stessa non sarei riuscito a chiudere occhio.
Ora invece grazie a una sicurezza interiore e a una maturità che ho acquisito negli anni con la pratica della Kick Boxing, riesco quasi sempre a farmi scivolare da dosso le provocazioni, senza per questo sentirmi frustato, e allo stesso modo riesco ad affrontare a testa alta tutte le difficoltà della vita.
"La vera filosofia della Kick Boxing è far diventare la Kick Boxing una filosofia di vita". >>
09/10/2007
Il Direttore di BOXEmore.com
M° Giulio Colella